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Ferdinando Tacconi
Ferdinando Tacconi nasce a Milano nel 1922.
La sua carriera ultracinquantennale lo ha visto impegnato su vari fronti del disegno, dell'illustrazione e della pittura. In ambito fumettistico ha affrontato tutti i generi, dall'avventura all'horror, dal poliziesco all'erotico, dall'umoristico allo storico. Pur avendo ottenuto importanti risultati in tutti questi ambiti, in uno tutt'ora è un maestro forse inarrivabile: il genere di guerra, con particolare riferimento alle storie di aeronautica, sua assoluta passione.
Dopo gli esordi come illustratore su "Grazia" e "Confidenze" alla fine degli anni Quaranta comincia a dedicarsi al mondo dei fumetti. La svolta avviene con la collaborazione con l’inglese “Junior Express”, la testata del celebre “Daily Express” dedicata ai ragazzi. Inizia un lungo e proficuo rapporto con l’Inghilterra dove pubblicherà soprattutto storie di guerra (edite in Italia nella celebre Collana Eroica).
A partire dal 1973 inizia la collaborazione con lo sceneggiatore Alfredo Castelli disegnando le avventure de Gli Aristocratici, una banda di ladri gentiluomini creati sulle pagine del "Corriere dei Ragazzi", poi pubblicati su “Zack” in Germania e successivamente su "Il Giornalino".
Negli anni Settanta realizza due volumi della fortunata collana della Cepim Un uomo un'avventura (sono di Tacconi L'uomo del deserto e L'uomo di Rangoon). Particolarmente fruttuosa la collaborazione con Gino D'Antonio, autore dei testi della serie Susanna e della Storia della Seconda Guerra Mondiale apparse su "Il Giornalino". Per il settimanale delle edizioni paoline realizza anche una delle sue opere più importanti, la dettagliata e meticolosa ricostruzione de La Storia del Volo, un’ appassionante rivisitazione a fumetti delle scoperte che portarono alla conquista dei cieli, dal mitico tentativo di Icaro sino ai jet e ai Tornado.
Più di recente ha realizzato alcuni episodi di fumetti seriali della Casa Edirice Sergio Bonelli, molto seguiti nel nostro Paese: Mister No, Nick Raider e il fenomeno di costume Dylan Dog.
Lo stile di Tacconi è immediatamente riconoscibile, ha un segno molto chiaro e lineare. Utilizza sapientemente la linea chiara che, col passar del tempo, diventa sempre più limitata all’essenziale. Cura con molta attenzione ambiente e particolari di ogni vignetta in special modo se deve disegnare automezzi o i suoi amatissimi aerei.
L’autore infatti non nasconde il suo profondo amore per le macchine volanti, che lo accompagnerà lungo tutto l’arco della sua carriera, sia all’interno che fuori dalle pagine dei suoi fumetti.
Nel 2001 gli viene assegnato il premio Yellow Kid – Una vita per il fumetto.
Si spegne all’età di 84 anni l’11 maggio 2006.
Ferdinando Tacconi è, ancora oggi, un punto di riferimento per i grandi illustratori italiani e stranieri. Al suo segno pulito e dinamico, che sa essere sinuoso, ironico e glaciale allo stesso tempo, si sono ispirati generazioni di autori italiani e da tempo anche quelli stranieri.
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Ferdinando Tacconi per le Edizioni Crapapelada
Pubblicazioni
Gli Aristocratici - 2003
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